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Gangi

Gangi, il borgo a forma di tartaruga [LA STAMPA]

Schermata 2016-06-10 alle 11.29.46

LIVIA FABIETTI (NEXTA)  – Fonte LA STAMPA

Qualcosa di curioso si scopre focalizzando l’attenzione sulla Sicilia, isola amata dal popolo dei viaggiatori soprattutto in estate, per i cristallini colori del mare e le seduzioni golose. Ma in realtà, oltre a spiagge mozzafiato e cannoli, sono tanti gli angoli di magia che meritano di essere vissuti: è il caso di Gangi, un pittoresco borgo sito in provincia di Palermo, ai piedi dell’Etna, immerso nel verde smeraldo delle colline circostanti. Quello che gli occhi vedono non può che emozionare: ebbene sì, prestando un pizzico di attenzione e lasciandosi trasportare tra suggestione e fantasia, la forma di Gangi, vista da lontano, molto ricorda il dorso di una gigantesca tartaruga.

Ad emozionare è infatti un contesto che ha del magico e, perché no, anche del romantico, un luogo in cui, nel medesimo contenitore, ci si misura con storia, archeologia, arte, religione nonché con i sapori della tradizione gastronomica gangitana che sono lì e attendono solo di essere scoperti. Le premesse sono dunque delle migliori e non ci sono scuse che tengano, è giunto il momento di mettersi in moto in direzione di quella che era l’antica Engyon, le cui origini si perdono nel mito e rimandano alla figura di Minosse alla ricerca di Dedalo: i più smemorati, piuttosto che cercare di fare un ripasso tra i libri, possono cogliere l’occasione e rispolverare vecchie reminescenze scolastiche abbandonandosi a un viaggio a ritroso nel tempo per scoprire il passato, il presente e il futuro di quella realtà che è entrata a pieno diritto a far parte dei Borghi più belli d’Italia e dei Comuni Gioiello d’Italia nonché premiato, nel 2014, come Borgo dei borghi.

La sua ricchezza la si scopre passeggiando in quel dedalo di stradine che custodiscono gelosamente un grande patrimonio architettonico fatto di strutture religiose come la Chiesa Madre, famosa per la grande tela del Giudizio Universale di Giuseppe Salerno, noto come lo “Zoppo di Gangi” e ancora edifici civili tra cui si riconoscono il Palazzo Sgadari, uno dei più antichi del paese oggi sede del Museo Civico-Archeologico nonché il Palazzo Bongiorno, oltre a quelle centinaia di graziose case in pietra strette le une alle altre quasi volessero abbracciarsi.

Queste dimore, per lo più abbandonate, lo scorso anno, grazie all’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale “Case gratis o quasi”, sono state messe in vendita alla cifra simbolica di un euro. L’obiettivo? La rivitalizzazione turistica del luogo che, facendo leva sul nobile animo degli acquirenti, spera di riportare il borgo agli antichi splendori.

Impossibile lasciare questo gioiello delle Madonie senza aver ammirato lo spettacolare belvedere che si gode da piazza del Popolo, un indirizzo dove perdere lo sguardo rapiti da quella vallata incantata che si apre all’orizzonte che, tra tetti e una natura incontaminata, rompe ogni indugio facendo di Gangi una delle mete del cuore.

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Tags : Rassegna StampaTurismo